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CODICE ETICO E DEI VALORI ASSOCIATIVI

Assemblea straordinaria 19 giugno 2014

INDICE

04 PREMESSA

05 CARTADEIVALORIEDEIPRINCIPI

07 CARTA DEGLI IMPEGNI DI CONFINDUSTRIA (NEICONFRONTIDEGLISTAKEHOLDER)

09 CODICEDICONDOTTA

12 DIRETTIVADIAPPLICAZIONEDELCODICEETICO

15 DELIBERA PER LA TUTELA DELLA TRASPARENZA NELLEASSOCIAZIONITERRITORIALIDELMEZZOGIORNO

Normativa del sistema

 CODICE ETICO E DEI VALORI ASSOCIATIVI DI CONFINDUSTRIA PREMESSA

I mutamenti dello scenario economico, sociale e ambientale impongono un aggiornamento dell’impianto etico e valoriale di Confindustria in grado di orientare e supportare il sistema e le imprese aderenti nei necessari processi di evoluzione e sviluppo a livello globale.

Il quadro di riferimento per l’elaborazione del presente documento deriva da un confronto con le best practice a livello internazionale e nazionale, che ha tenuto in particolare considerazione gli standard e gli schemi metodologici di riferimento in essere e, soprattutto, in ottica prospettica.

Il Codice etico e dei valori associativi (il Codice) nasce, quindi, per aggiornare, integrare e rafforzare il sistema etico-valoriale di Confindustria e dotarla di una piattaforma strategica, volta a sollecitare un confronto con tutte le parti interessate e tesa a costruire una traiettoria di sviluppo coerente e sostenibile per l’intero sistema.

E’ altresì cruciale riaffermare quanto il rigoroso rispetto degli strumenti di verifica e di garanzia della legalità sia imprescindibile patrimonio del sistema.

Il Codice costituisce l’insieme dei valori, dei principi e degli impegni che rappresentano il riferimento per tutto il sistema confederale, orientandone e guidandone l’attività coerentemente con la vision di Confindustria definita nello statuto:

“Confindustria partecipa al processo di sviluppo della società italiana contribuendo all’affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionalizzato, sostenibile, capace di promuovere la crescita economica, sociale, civile e culturale del Paese”.

In questo quadro, Confindustria rappresenta il punto di riferimento per le forze imprenditoriali del Paese, assicurando un senso di solida identità ai propri associati, garantendo un’efficace rappresentanza a tutti i livelli e in tutte le sedi ed erogando efficienti servizi specifici all’attività di impresa.

Nel suo operato Confindustria si ispira ai più elevati standard etici, coniugando rispetto e difesa del principio di legalità e piena assunzione di responsabilità nei confronti di tutte le parti interessate, secondo una prospettiva integrata e strategica.

Il Codice si compone dei seguenti tre elementi:

  • −  Carta dei valori e dei principi

  • −  Carta degli impegni (nei confronti degli Stakeholder)

  • −  Codice di condotta

    Il presente documento assume come perimetro di riferimento:

  • −  il sistema confederale nel suo complesso

  • −  le Associazioni di territorio e di settore, ai differenti livelli

  • −  gli imprenditori associati

  • −  gli imprenditori che rivestono incarichi associativi;

  • −  gli imprenditori che rappresentano il sistema in organismi esterni.

    CARTA DEI VALORI E DEI PRINCIPI

La Carta dei valori e dei principi individua i cardini fondamentali in grado di definire gli standard etici del sistema e di fissare le coordinate comportamentali per tutte le sue componenti coerentemente con la vision confindustriale.

1. Rappresentanza

Confindustria rappresenta e promuove, in modo unitario, organico e strategico, gli interessi delle imprese a tutti i livelli, in una logica di rispetto e riconoscimento reciproco, pari dignità, valorizzazione e sintesi delle differenze. Confindustria deve essere il punto di riferimento imprescindibile, in ambito nazionale e internazionale, per la definizione di politiche industriali dirette a contribuire in maniera decisiva allo sviluppo economico, sociale, civile e culturale del Paese.

2. Identità associativa

Confindustria fonda la propria identità associativa sul libero mercato e sulla centralità della imprenditorialità e dell’impresa. Tre elementi che, attraverso corretti ed equilibrati meccanismi competitivi, garantiscono l’innovazione e la creazione diffusa di valore e determinano le premesse per il perseguimento del bene comune, in un quadro di saldi riferimenti etici e di rispetto e difesa della legalità.

3. Responsabilità

Fare impresa impone una tensione ideale e morale indispensabile per affrontare le sfide dello sviluppo e del mercato. In quest’ottica, la responsabilità per le decisioni assunte, per le attività intraprese e per gli impatti generati rappresenta uno degli elementi imprescindibili su cui incentrare la definizione e l’implementazione di politiche e azioni orientate alla sostenibilità, all’innovazione e alla competitività del Paese. Tale principio comprende anche la responsabilità di rispettare gli impegni verso i differenti Stakeholder.

4. Legalità e regole associative

Il principio di legalità e il rispetto delle regole sono il fondamento di tutto il sistema confederale. Confindustria assicura e promuove, al proprio interno e in tutte le comunità in cui opera, il rispetto delle leggi, delle norme e delle regole, come base del patto di convivenza civile. Garantisce, inoltre, la tutela e la salvaguardia della propria funzionalità, reputazione, immagine e decoro.

5. Accountability

Confindustria considera essenziale, a ogni livello associativo, imprenditoriale e istituzionale, la necessità di rendere conto a tutti i portatori di interessi delle decisioni assunte, delle azioni intraprese e dei risultati raggiunti. Sostiene, promuove e sollecita, in ogni ambito, l’adozione di forme sistematiche e periodiche di reporting, anche attraverso soluzioni innovative di comunicazione e condivisione delle informazioni.

6. Etica e trasparenza

Confindustria è consapevole che dove non esistono etica e trasparenza non c’è possibilità di sviluppo per una sana attività economica e una libera e consapevole società civile. Confindustria orienta la propria azione, sia nei rapporti associativi, sia nei confronti degli Stakeholder, secondo comportamenti improntati all’etica e alla trasparenza, fondati su integrità, correttezza, lealtà, equità, imparzialità, indipendenza e autonomia di giudizio, chiarezza delle posizioni assunte e dei meccanismi decisionali e attuativi adottati, e assenza di conflitti di interesse.

7. Sostenibilità, innovazione, competitività

La sostenibilità è la via per perseguire, in maniera integrata, obiettivi di ordine economico, sociale e ambientale. Confindustria ribadisce che una maggiore competitività del nostro Paese sui mercati internazionali dipende, in particolare, dalla forza creativa e innovativa delle imprese, in grado di coniugare crescita economica, coesione sociale nei territori e protezione del capitale naturale. Questo approccio, volto a un efficiente ed efficace utilizzo delle risorse, a un incremento della loro produttività e a una forte differenziazione sui mercati, consente di realizzare processi di creazione del valore sostenibili nel tempo, a vantaggio dell’intera collettività.

8. Relazioni con gli Stakeholder

Confindustria persegue e contribuisce alla realizzazione di avanzate politiche economico-sociali attraverso la definizione di processi partecipati e condivisi tra imprese, soggetti pubblici e società civile. Confindustria riconosce gli interessi degli Stakeholder, ne rispetta le attese e, mediante l’ascolto, il dialogo, il confronto, il coinvolgimento e la valorizzazione delle relazioni, s’impegna a sviluppare iniziative progettuali mirate, condivise e coerenti.

9. Sistema

Confindustria agisce come fulcro di un sistema di relazioni, collaborazioni e networking ad ogni livello, locale, nazionale e internazionale, finalizzato a realizzare la condivisione di risorse, lo scambio di competenze e di conoscenze, l’attivazione di sinergie e il raggiungimento di obiettivi e traguardi condivisi per lo sviluppo delle imprese e a beneficio del Paese.

Normativa del sistema / pag. 5 di 16

CARTA DEGLI IMPEGNI DI CONFINDUSTRIA (NEI CONFRONTI DEGLI STAKEHOLDER)

La Carta degli impegni chiama Confindustria a una forte attenzione verso le prerogative degli Stakeholder e identifica un percorso di interazione, confronto e collaborazione con i differenti portatori di interessi.
Al contempo, chiede, per alcune categorie chiave (in primo luogo gli associati), atteggiamenti e orientamenti in linea con i valori, i principi e gli impegni di Confindustria.

1. Imprese (associate e non associate)

Le imprese sono, per definizione, il luogo dell’innovazione e il fattore trainante della ricchezza, non solo materiale, ma anche culturale e civile, di un Paese. Confindustria, come principale organizzazione rappresentativa delle imprese nazionali, ha, dunque, un ruolo cruciale. Confindustria agisce e svolge la propria attività nell’interesse primario delle imprese associate. Inoltre, nella propria azione a supporto delle imprese, assicura pari dignità, ascolto e dialogo, trasparenza e coinvolgimento, apprezzamento, riconoscimento, rispetto e sintesi degli interessi.

2. Universo associativo

Confindustria persegue gli scopi istituzionali mediante la piena valorizzazione delle relazioni con le Associazioni di territorio e di settore e con gli altri soggetti che rientrano nel perimetro del sistema associativo. L’attività di Confindustria nei loro confronti si basa sui criteri di condivisione, cooperazione, vicinanza e trasparenza.

Al contempo, per garantire uniformità e coerenza di comportamenti e un’azione caratterizzata dai più elevati standard etici, Confindustria richiede agli associati comportamenti in linea con i propri valori e principi.
Tutti gli associati devono partecipare e contribuire alla vita associativa e operare nell’esclusivo interesse dell’organizzazione di appartenenza, rispettandone le direttive, evitando comportamenti che possano lederne l’unità, tutelandone il profilo, la funzionalità e il decoro, impegnandosi a rimettere il proprio mandato, o ad autosospendersi, in caso di situazioni di incompatibilità o di azioni lesive per il sistema nelle sue varie articolazioni.

3. Risorse umane

Proprio in ragione del fondamentale ruolo di Confindustria come agente di cambiamento nel Paese, il contributo delle sue risorse umane è essenziale.
Confindustria assicura ai propri dipendenti e collaboratori condizioni di lavoro eque, sicure, rispettose della dignità, delle pari opportunità e prive di qualsiasi forma di discriminazione o di sfruttamento. Confindustria prevede, altresì, la formazione, lo sviluppo e la valorizzazione delle competenze e dei talenti dei propri dipendenti e collaboratori, favorendone, in questo modo, la crescita personale e professionale.

Infine, si attende dai propri associati comportamenti in linea con le politiche a favore della promozione del capitale umano qui delineate.
In parallelo, Confindustria richiede ai propri dipendenti e collaboratori un comportamento improntato a piena lealtà, correttezza, integrità, fedeltà, in coerenza con i doveri previsti dal loro ufficio.

4. Istituzioni ed Enti (nazionali e internazionali)

Il sistema confederale si rapporta, a differenti livelli e in relazione ai temi affrontati, con Enti e Istituzioni, nel rispetto dei reciproci e specifici ambiti di responsabilità, ruoli e prerogative. Confindustria si propone come interlocutore rappresentativo, autorevole, costruttivo, affidabile, indipendente e autonomo, in grado di collaborare con le Istituzioni e gli Enti, in ambito locale, nazionale e internazionale, per la definizione di innovative politiche economiche e di sviluppo, nell’interesse delle imprese e delle diverse comunità coinvolte.

5. Parti sociali

Confindustria si propone come interlocutore fattivo, leale e affidabile delle parti sociali sui temi del lavoro e delle relazioni industriali, della competitività, dello sviluppo, a livello aziendale, territoriale, nazionale e internazionale.
Si tratta di interpretare e affrontare assieme, in modo costruttivo, i cambiamenti di scenario, che richiedono un approccio sistemico e responsabile, finalizzato ad una condivisione progettuale su sfide di cruciale rilevanza per le singole aziende, i territori, i settori produttivi e l'intero Paese.

6. Sistema Paese (economia, cultura, scienza, politica e società)

Il sistema delle imprese è fattore di sviluppo imprescindibile per il Sistema Paese nel suo complesso. Confindustria svolge, dunque, un ruolo centrale nella costruzione di percorsi comuni di sviluppo e crescita. Per questo, interagisce, collabora e condivide, nel pieno rispetto degli specifici ambiti di autonomia e influenza, obiettivi, risorse, competenze, esperienze, iniziative con il mondo dell’economia e della finanza, della cultura e della ricerca, della scienza e della tecnologia, della politica, dell’informazione e della società civile.

7. Comunità e territorio

In una logica di corporate citizenship, il ruolo delle imprese per lo sviluppo dei territori e delle comunità in cui sono inserite è cruciale. In parallelo, la crescita e la competitività delle imprese stesse dipendono dalla qualità dei sistemi territoriali locali.
Confindustria, nelle sue varie articolazioni, esercita un presidio attivo dei processi di dialogo e confronto con tutte le componenti delle comunità di riferimento e del territorio, al fine di costruire innovazioni di sistema che sappiano porre a sintesi le diverse istanze e gli interessi, per contribuire al bene comune attraverso modelli di sviluppo sostenibili.

8. Ambiente

Confindustria ritiene il capitale naturale, ossia le risorse ambientali e i servizi forniti dagli ecosistemi, asset fondamentale per un equilibrato sviluppo delle imprese e dei territori. L’eco- efficienza e la green economy sono fattori di successo e competitività nel confronto in atto sui mercati internazionali; le imprese, attraverso un’attenta e innovativa gestione, possono non solo ridurre i propri impatti, ma avere anche un effetto rigenerativo sull’ambiente. Confindustria promuove, quindi, prassi manageriali avanzate, in modo da favorire prevenzione, riciclo e recupero delle risorse e una consapevole tutela e valorizzazione degli ecosistemi.

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CODICE DI CONDOTTA

Il Codice etico e dei valori associativi, nelle sue diverse componenti, rappresenta il quadro di riferimento per la vita dell’intero sistema associativo.

Sottoscrivendo il Codice etico e dei valori associativi, le Associazioni di territorio e di settore, ai differenti livelli, gli imprenditori associati e i dipendenti ne rispettano e promuovono i valori, i principi e gli impegni verso i differenti Stakeholder.

Inoltre, le diverse Associazioni sono chiamate a recepire il codice Etico e dei valori associativi e ad adottare comportamenti conseguenti.

Il quadro etico-valoriale rappresentato dal Codice etico e dei valori associativi impone obblighi e requisiti coerenti ai seguenti attori del sistema:

  • −  Imprenditori associati

  • −  Imprenditori che rivestono incarichi associativi

  • −  Imprenditori che rappresentano il Sistema in organismi esterni

  • −  Dipendenti.

    Imprenditori associati

    Come componenti fondativi del sistema confederale, gli imprenditori associati devono comportarsi secondo i più elevati standard etici, in piena coerenza con i valori, i principi e gli impegni affermati nel Codice etico e dei valori associativi.

    Pertanto, con riferimento all’attività d’impresa, si impegnano ad assicurare:

  • −  in tutte le comunità in cui operano, il rispetto delle leggi, delle norme e delle regole, come base del patto di convivenza civile

  • −  il proprio contributo allo sviluppo economico, sociale, civile e culturale del Paese, attraverso processi innovativi volti alla creazione diffusa di valore, alla promozione del bene comune e alla affermazione di modelli d’eccellenza

  • −  ai propri dipendenti e collaboratori condizioni di lavoro eque, sicure, rispettose della dignità, delle pari opportunità e prive di qualsiasi forma di discriminazione o di sfruttamento, in grado di favorirne lo sviluppo umano e professionale

  • −  in ogni contesto, comportamenti improntati all’etica e alla trasparenza, fondati su responsabilità, integrità, correttezza, lealtà, equità e libero mercato

  • −  che, nei processi di vendor rating, vengano promossi criteri di ordine etico, sociale e ambientale

  • −  nei rapporti con Enti, Istituzioni, partiti politici, mass media ed altri soggetti pubblici o privati, correttezza, indipendenza, integrità e rispetto dei reciproci e specifici ambiti di responsabilità, ruoli e prerogative

  • −  nella gestione ambientale, prassi manageriali avanzate, orientate alla prevenzione, al riciclo e al recupero delle risorse e ad una consapevole tutela e valorizzazione degli ecosistemi.

    Nella vita associativa, gli imprenditori si impegnano ad assicurare:

  • −  una forte e attiva partecipazione, contribuendo al corretto e ordinato svolgimento della vita e delle attività del sistema, in piena integrità ed autonomia

  • −  di operare nell’esclusivo interesse dell’Associazione, rispettandone le direttive, evitando comportamenti che possano lederne l’unità e tutelandone il profilo, la funzionalità e il

decoro. Ciò implica che si debba contribuire al dibattito associativo, garantendo una efficace risoluzione delle questioni all’interno del sistema confederale

  • −  un comportamento responsabile ed equilibrato, evitando situazioni di conflitto di interesse e l’assunzione di incarichi, di natura politica o in associazioni esterne, che possano metterne in pericolo l’indipendenza, la correttezza, l’integrità e l’autonomia di giudizio, a danno, perciò, del sistema confederale. Inoltre, in una logica di piena trasparenza e correttezza, si impegnano a comunicare preventivamente alle Associazioni del sistema altre diverse adesioni ad organizzazioni non concorrenti

  • −  una piena e tempestiva comunicazione di ogni condizione suscettibile di modificare i rapporti con gli altri imprenditori e/o con l'Associazione, chiedendone il necessario ed adeguato supporto.

    Imprenditori che rivestono incarichi associativi

    L'elezione è subordinata alla verifica della piena rispondenza dei candidati ad una rigorosa e sostanziale aderenza nei comportamenti personali, professionali ed associativi ai valori, ai principi e agli impegni contenuti nel Codice etico e dei valori associativi.

    In questo quadro, laddove si svolga una competizione elettorale, essa diviene primo momento di riscontro della coerenza dei candidati rispetto ai più elevati standard etici, che caratterizzano l’intero sistema associativo.

    I candidati si impegnano a fornire tutte le informazioni necessarie e richieste dagli organi competenti e nelle sedi deputate dell’organizzazione di appartenenza.

    Oltre a quanto già indicato e previsto in precedenza, gli imprenditori che rivestono incarichi associativi si impegnano a:

    • −  operare esclusivamente secondo un partecipe spirito di servizio, senza avvalersi della propria posizione per l’ottenimento di vantaggi diretti o indiretti. Tutte le cariche associative sono gratuite

    • −  mantenere un comportamento ispirato ad autonomia, integrità, lealtà e responsabilità nei confronti del sistema, degli associati e delle Istituzioni, evitando di assumere incarichi, di natura politica o in associazioni esterne, che possano generare conflitti di interesse

    • −  fare un uso riservato e limitato alle prerogative del proprio ruolo associativo, delle informazioni di cui vengono a conoscenza in virtù delle cariche ricoperte

    • −  trattare gli associati secondo una logica di rispetto, riconoscimento e pari dignità, a prescindere da dimensioni e settori di appartenenza, puntando a valorizzare peculiarità e differenze

    • −  mantenere, con le forze politiche, un comportamento ispirato ad autonomia ed indipendenza, fornendo, laddove opportuno, informazioni funzionali al pieno e corretto svolgimento dell'attività legislativa ed amministrativa

    • −  coinvolgere gli organi preposti dell’organizzazione di appartenenza e, a seconda delle diverse istanze considerate, i differenti Stakeholder, mediante meccanismi decisionali e attuativi partecipati, fondati su ascolto, dialogo, confronto, coinvolgimento e valorizzazione delle relazioni con i portatori di interessi

    • −  rimettere il proprio mandato, o autosospendersi, in caso di situazioni di incompatibilità o di azioni lesive per il sistema, nelle differenti articolazioni, e per la sua immagine.

Imprenditori che rappresentano il sistema in organismi esterni

Vengono scelti tra gli associati, seguendo criteri di competenza, indipendenza e piena rispondenza nei comportamenti ai valori, ai principi e agli impegni contenuti nel Codice etico e dei valori associativi, su delibera degli organi competenti, secondo gli statuti.

Le singole Associazioni, di territorio o di settore, informano Confindustria in merito alle loro rappresentanze in Enti esterni.

Oltre a quanto già indicato e previsto in precedenza, gli imprenditori che rappresentano il sistema in organismi esterni si impegnano a:

  • −  svolgere il loro mandato nell'interesse dell'Ente a cui sono stati designati e degli imprenditori associati, nel rispetto delle linee di indirizzo fornite dall’Associazione che rappresentano

  • −  informare l’Associazione, in maniera costante, circa lo svolgimento del mandato

  • −  assumere gli incarichi non con intenti remunerativi e, più in generale, a essere guidati, nelle proprie scelte e azioni, da spirito di servizio, così da non utilizzare in alcun modo la posizione acquisita per l’ottenimento di vantaggi personali, diretti o indiretti

  • −  rimettere il proprio mandato ogni qualvolta si presentino cause di incompatibilità o impossibilità ad assicurare una partecipazione continuativa, o, comunque, su richiesta dell’Associazione

  • −  comunicare tempestivamente e concordare con l'Associazione ogni ulteriore incarico derivante dall'Ente a cui si è stati designati.

    Dipendenti

    I dipendenti di Confindustria e di tutte le Associazioni del sistema, in qualità di componente operativa e direttiva dell’agire associativo, rivestono un ruolo fondamentale nella realizzazione degli obiettivi e degli impegni del sistema e nella tutela dell’immagine, della reputazione e degli standard etici di Confindustria.

    I dipendenti, nello svolgimento delle loro mansioni, a prescindere dalla posizione, dalla natura

del rapporto lavorativo o dall’inquadramento contrattuale, si impegnano a:

  • −  comportarsi nel pieno rispetto dei valori e dei principi fondativi di Confindustria e degli impegni con gli Stakeholder affermati nel Codice etico e dei valori associativi

  • −  comportarsi nel pieno rispetto del Codice di comportamento del Modello organizzativo ex D.Lgs. n.231/2001

  • −  tenere nei confronti delle istituzioni, della pubblica amministrazione, delle forze politiche, nonché ogni altro operatore o ente nazionale ed internazionale comportamenti ispirati ad autonomia, correttezza e trasparenza, perseguendo la tutela dell’immagine del sistema e astenendosi da qualsiasi attività in potenziale conflitto di interesse con Confindustria o volta all’ottenimento di vantaggi personali

  • −  improntare i rapporti con i partner economici, i fornitori, i collaboratori nonché con gli altri dipendenti del sistema alla massima trasparenza, meritocrazia e nel rispetto delle leggi e delle norme vigenti

  • −  dare opportuna informazione ai propri superiori e agli organismi di vigilanza in merito a qualsiasi situazione che possa essere in conflitto, anche potenziale, con le disposizioni statutarie e con il Codice etico e dei valori associativi.

DIRETTIVA DI APPLICAZIONE DEL CODICE ETICO

La Giunta, nell’esercizio delle sue attribuzioni previste dall’art. 27, lett. g) dello statuto, allo specifico scopo di salvaguardare l’immagine dell’imprenditoria rappresentata,

considerato che

  •   l’Organizzazione imprenditoriale, quale componente attiva della società, intende contribuire alla crescita del Paese non solo in termini di produzione di ricchezza, ma anche, e soprattutto, in una dimensione di costante miglioramento qualitativo della vita collettiva, attraverso comportamenti propri dell’imprenditorialità nel contesto di una libera società in sviluppo

  •   detto contributo può realizzarsi solo con l’impegno e la partecipazione di tutte le componenti del sistema della rappresentanza e di tutti gli imprenditori facenti parte di esso

    premesso, in coerenza a tali principi, che

  •   Confindustria si è dotata di un Codice etico, approvato dall’Assemblea straordinaria del 19 giugno 1991

  •   ogni componente è, quindi, tenuta ad adottare il Codice etico e ad ispirare ad esso i propri comportamenti e le proprie modalità organizzative, impegnando alla sua osservanza tutti gli associati

  •   ogni componente è tenuta ad istituire il Collegio dei Probiviri con attribuzioni analoghe e raccordate a quelle dei Probiviri di Confindustria

  •   e, conseguentemente, in aderenza a tali impegni tutto il Sistema deve attuare e rispettare modelli di comportamento ispirati all’autonomia, integrità, eticità, sviluppando azioni coerenti

  •   ogni associato deve tener conto, in ogni suo comportamento professionale ed associativo, delle ricadute sull’intera imprenditoria rappresentata

    approva la seguente Direttiva di applicazione

  1. I Probiviri di Confindustria, in forza dell’art. 43, comma V, dello statuto, hanno il potere di disporre la decadenza delle cariche del Sistema confederale per gravi motivi, tali da rendere incompatibile la permanenza nelle cariche stesse.

  2. I Probiviri debbono comunque disporre la decadenza dalla carica ricoperta e/o dall’incarico rivestito in caso di sentenza di condanna di secondo grado, confermativa di provvedimento di primo grado o di sentenza definitiva di condanna a seguito di procedimento speciale per comportamenti concretizzanti le ipotesi di reato di cui ad apposita specifica formulata da questa stessa Giunta, gravemente contrastanti con le caratteristiche di qualificazione del sistema della rappresentanza, in quanto

    •   volti ad ostacolare il libero e corretto svolgersi dell’azione della Pubblica Amministrazione e dell’Autorità Giudiziaria

    •   contrari all’ordinato svolgersi delle dinamiche economiche e della libera concorrenza nonché ai principi di tutela del patrimonio

    •   consistenti nella costituzione e/o partecipazione ad organizzazioni di tipo malavitoso o aventi lo scopo di eversione dell’ordine democratico.

  3. Per le ipotesi di reato predette, i Probiviri qualora acquisiscano, in qualunque modo, notizia dell’esercizio dell’azione penale da parte del Pubblico Ministero, tenendo conto di tutte le circostanze soggettive e/o oggettive, debbono effettuare una valutazione dei fatti, ai fini della compatibilità di questi con la permanenza nella carica ricoperta e/o nell’incarico rivestito.

  1. IProbiviri,inforzadell’art.43,commaV,dellostatuto,devonoprendereinesamequalsiasi richiesta venga loro proposta da:

    •   Presidente confederale

    •   Consiglio direttivo

    •   Giunta

    •   Associazioni confederate che dispongano di almeno il 15% dei voti totali spettanti al

      complesso degli associati.

  2. IProbiviriconfederalisonolegittimatiadintervenireinviasurrogatoriaqualorasiamancata l’iniziativa e/o la pronuncia dei Probiviri della componente interessata.

  3. In ciascuno dei casi di reato di seguito elencati, i Probiviri debbono disporre la decadenza dalla carica ricoperta e/o dall’incarico rivestito ovvero dichiarare la non sussistenza dei presupposti per tale dichiarazione entro 90 giorni dalla data di ricevimento della notizia ovvero della richiesta.

I comportamenti richiesti sono dovuti e le procedure previste diventano operative a partire dalla data di approvazione della presente delibera.

***

Reati contro la Pubblica amministrazione e l’amministrazione della giustizia

  •   Peculato (art. 314 c.p.)

  •   Concussione (art. 317 c.p.)

  •   Corruzione

    •   corruzione (propria del pubblico ufficiale), limitatamente all’ipotesi aggravata (art. 319 bis c.p.)

    •   corruzione in atti giudiziari (art. 319 ter c.p.)
       pena per il corruttore, limitatamente alla corruzione propria di pubblico ufficiale

      aggravata (art. 321 c.p.)

  •   Violazione dei sigilli commessa dal custode (art. 349, II comma c.p.)

  •   Calunnia, limitatamente alle fattispecie di cui ai commi II e III (art. 368 c.p.)

  •   Falsa informazione al Pubblico Ministero ed alla Polizia giudiziaria, falsa testimonianza, falsa

    perizia o interpretazione, frode processuale (artt. 371 bis, 372, 373 e 374 c.p.),

    limitatamente al caso di applicazione di circostanze aggravanti

  •   Patrocinio o consulenza infedele, limitatamente alla fattispecie di cui al comma III (art. 380

    c.p.)

  •   Procurata evasione, limitatamente alla fattispecie di cui al comma II (art. 386 c.p.)

    Reati contro l’ordine economico, la concorrenza, la proprietà ed il possesso

  1. DELITTI CONTRO L’INCOLUMITA’ PUBBLICA

    •   Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, limitatamente alla

      fattispecie di cui al comma II (art. 437 c.p.)

    •   Adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari (art. 440 c.p.)

  2. DELITTICONTROL’ECONOMIAPUBBLICA,L’INDUSTRIAEILCOMMERCIO
     Distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di

    produzione (art. 499 c.p.)

 Illecita concorrenza con minaccia o violenza, limitatamente alla fattispecie di cui al

comma II (art. 513 c.p)

C. DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO

  •   Rapina (art. 628 c.p.)

  •   Estorsione (at. 629 c.p.)

  •   Sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione (art. 630 c.p.)

  •   Riciclaggio (art. 648 bis c.p.)

  •   Impiego di denaro, beni ed utilità di provenienza illecita (art. 648 ter c.p.) D. REATI FALLIMENTARI PREVISTI E PUNITI DAL R.D. 267/1942

     Bancarotta fraudolenta (artt. 216 e 223 c.p.)
    Reati di partecipazione, collaborazione, favoreggiamento di organizzazioni

    di tipo malavitoso o aventi lo scopo di eversione dell’ordine democratico

  •   Associazioni sovversive ad esclusione della fattispecie della semplice partecipazione di cui al comma III (art. 270 c.p.)

  •   Associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico (art. 279/bis c.p.)

  •   Attentato per finalità terroristiche o di eversione (art. 280 c.p.)

  •   Attentato contro la costituzione dello Stato (art. 283 c.p.)

  •   Insurrezione armata contro i poteri dello Stato (art. 284 c.p.)

  •   Devastazione, saccheggio e strage (art. 285 c.p.)

  •   Guerra civile (art. 286 c.p.)

  •   Usurpazione di potere politico o di comando militare (art. 287 c.p.)

  •   Arruolamento o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato (art. 288 c.p.)

  •   Attentato contro organi costituzionali e contro assemblee regionali, limitatamente alla

    fattispecie di cui al comma I (art 289 c.p.)

  •   Sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione con la sola esclusione della

    fattispecie di cui al comma IV a meno che non si sia verificata la morte (art. 289 bis c.p.)

  •   Pubblica istigazione e apologia (art. 303 c.p.)

  •   Cospirazione politica mediante associazione, ad esclusione della fattispecie della semplice

    partecipazione di cui al comma II (art. 305 c.p.)

  •   Banda armata: formazione e partecipazione (art. 306 c.p.)

  •   Associazione per delinquere ad esclusione della fattispecie della semplice partecipazione di

    cui al comma II (art 416 c.p.)

  •   Associazione di tipo mafioso (art. 416 bis c.p.)

  •   Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74

    D.P.R. n. 309/1990)

    Approvata dalla Giunta confederale il 10 settembre 1992

DELIBERA PER LA TUTELA DELLA TRASPARENZA NELLE ASSOCIAZIONI TERRITORIALI DEL MEZZOGIORNO

Premesso che

  • -  costituisce patrimonio storico dell’Organizzazione confederale una decisa azione di contrasto ad ogni tentativo di infiltrazione delle attività malavitose nelle normali dinamiche economico-produttive

  • -  in questa direzione nel 1991 Confindustria e tutte le organizzazioni del sistema si sono dotate di un Codice etico, quale strumento di autoregolamentazione, per garantire l’integrità dei comportamenti associativi degli imprenditori a tutti i livelli di responsabilità, come associati e come titolari di cariche interne ed incarichi di rilevanza esterna

  • -  nel 1992 la Giunta ha adottato una delibera di attuazione, ad ulteriore rafforzamento delle previsioni del Codice etico, sancendo la decadenza dalle cariche per coloro che fossero dichiarati responsabili, con sentenza di secondo grado, di reati particolarmente lesivi dell’immagine imprenditoriale, tra i quali sono compresi quelli legati alla partecipazione ad attività malavitose

  • -  nel settembre del 2007 Confindustria Sicilia ha assunto una specifica delibera ad integrazione del Codice etico per impegnare gli associati a denunciare direttamente o con l’assistenza del sistema ogni episodio di attività direttamente o indirettamente illegale di cui fossero soggetti passivi, prevedendo l’applicazione di sanzioni in caso di violazione di tale condotta

  • -  continuano le iniziative assunte dalle organizzazioni del Mezzogiorno per contrastare i fenomeni estorsivi con campagne di comunicazione e accordi con le istituzioni come quelle della Confindustria Campania, Calabria e dell’Associazione di Napoli

  • -  Confindustria condivide le valutazione emerse nella Commissione Mezzogiorno che evidenziano che è sulla sfida del rafforzamento delle condizioni di libertà economica che si giocano le possibilità di sviluppo del Mezzogiorno.
    Ed è su questo fronte che gli imprenditori possono giocare un ruolo fondamentale, essendo acquisito che per un efficace contrasto alle frequenti aggressioni che la criminalità organizzata porta alle attività imprenditoriali non è sufficiente, infatti, il solo l’intervento delle istituzioni.

    Occorre, anche una decisa presa di coscienza della complessità e gravità del fenomeno da parte del mondo delle imprese e in particolare delle Associazioni territoriali del Mezzogiorno che aderiscono a Confindustria, cui spetta il compito di porre in essere iniziative idonee ad affiancare l’impegno preminente delle istituzioni

  • -  la Commissione Mezzogiorno, dopo ampia discussione, ha ritenuto necessario approvare, il 13 gennaio 2010, la delibera che sottopone alla Giunta per uniformare le politiche e le iniziative del sistema nel campo della legalità in tutte le regioni del Mezzogiorno, individuando dei modelli comportamentali cui ogni associato deve attenersi

  • -  Confindustria ritiene fondamentale rinnovare il proprio impegno e quello delle sue componenti maggiormente coinvolte per contrastare la malavita organizzata e i suoi tentativi di aggredire e penetrare nel sistema economico produttivo sano

la Giunta delibera le seguenti norme speciali di attuazione del Codice etico del 19 giugno 1991 e della delibera di applicazione dello stesso del 10 settembre 1992 per le Associazioni del Mezzogiorno

  • -  costituiscono comportamenti dovuti, per gli associati alle organizzazioni del Mezzogiorno, la denuncia all’Autorità giudiziaria o la comunicazione all’Associazione di riferimento di aver subito un’estorsione o altro delitto che, direttamente o indirettamente, abbiano limitato la loro attività economica a vantaggio di imprese o persone riconducibili ad organizzazioni criminali

  • -  eventuali condotte omissive saranno considerate comportamenti non in linea con i principi della Confindustria, con la conseguenza che i Probiviri per le funzioni disciplinari ed interpretative di ogni organizzazione dovranno valutarli ed eventualmente procedere all’applicazione delle sanzioni statutariamente previste

  • -  i Probiviri per le funzioni disciplinari ed interpretative di ogni organizzazione del Mezzogiorno, alla luce di quanto sopra stabilito, sono chiamati a svolgere una continua attività di controllo sulla condotta dei soci e possono proporre - d’intesa con i Probiviri confederali incaricati di analoghe funzioni - agli organi competenti dell’Associazione, in casi specifici, le seguenti sanzioni:

    espulsione dell’impresa nel caso di

  1. condanna dell’amministratore o di altri soggetti direttamente legati alla titolarità dell’impresa, con sentenza passata in giudicato, per reato di cui all’articolo 416 bis (associazioni di tipo mafioso anche straniere) o delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall’articolo 416 bis del codice penale ovvero al fine di agevolare l’attività delle dette associazioni (art. 7 della legge 12 luglio 1991, n. 203)

  2. confisca,conprovvedimentodefinitivo,deibenidiproprietàdell’imprenditore

    sospensione dell’impresa nel caso di

  1. irrogazione in capo all’impresa ed ai suoi legali rappresentanti di misure di prevenzione o di sicurezza

  2. emissione di sentenze di condanna non ancora passate in giudicato per i delitti sopra indicati

  3. avvio di procedimenti penali a carico degli amministratori o di altri soggetti direttamente legati all’impresa concernenti la commissione di uno dei sopra citati delitti o applicazione di misura cautelari personali per tali ipotesi di reato, laddove gli interessati non abbiano volontariamente comunicato all’Associazione la propria autosospensione.

La Giunta, inoltre, delibera che

  • -  le imprese del Mezzogiorno all’atto della richiesta di ammissione nel sistema associativo, nel presentare tutta la documentazione già prevista, dovranno sottoscrivere un modulo per autorizzare l'Associazione, attraverso i Probiviri per le funzioni disciplinari ed interpretative, ad effettuare verifiche e controlli sul mantenimento dei requisiti oggettivi e morali dell’impresa e dei suoi legali rappresentanti. A tale scopo le Associazioni potranno stipulare specifici Protocolli con Enti istituzionali ed Autorità amministrative per favorire la comunicazione di informazioni tra le stesse e la Confindustria.

  • -  le Associazioni del Mezzogiorno sono obbligate a costituirsi parte civile nei processi che vedano le imprese associate parte lesa o imputata

  • -  le stesse organizzazioni, insieme a Confindustria, si impegnano a prevedere strumenti e forme di comunicazione interna per rendere edotte le imprese associate dei contenuti della suddetta delibera

  • -  le precedenti disposizioni sono immediatamente applicabili e vincolanti per tutte le Associazioni territoriali del Mezzogiorno, integrando automaticamente le rispettive normative di riferimento.

    Approvata dalla Giunta confederale del 28 gennaio 2010